Generated by All in One SEO v4.9.3, this is an llms.txt file, used by LLMs to index the site. # La Montagna al Femminile Università IULM di Milano ## Sitemaps - [XML Sitemap](https://www.lamontagnalfemminile.it/sitemap.xml): Contains all public & indexable URLs for this website. ## Pagine - [Home Page](https://www.lamontagnalfemminile.it/) - La mostra nasce all’interno del progetto “La montagna territorio fragile, tra immaginari di lusso e iperturistificazione” del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM di Milano. - [Donna e Viaggio](https://www.lamontagnalfemminile.it/donna-e-viaggio/) - L’avvento del turismo al femminile si delinea in questi territori a partire dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo, quando la montagna venne scoperta dai ceti sociali più abbienti che vivevano in città. - [Donna e Vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/donna-e-vetta/) - Nelle aree montane, le donne hanno affrontato per secoli con tenacia le difficoltà che il vivere in alta quota comportava. - [Donna e Terra](https://www.lamontagnalfemminile.it/donna-e-terra/) - Le aree alpine sono state spesso narrate come territori caratterizzati da chiusura e immobilismo sociale, basati su economie di sussistenza o autarchiche. - [La mostra](https://www.lamontagnalfemminile.it/la-mostra/) - La mostra nasce all’interno del progetto “La montagna territorio fragile, tra immaginari di lusso e iperturistificazione” del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM di Milano. - [Arti e Mestieri](https://www.lamontagnalfemminile.it/arti-e-mestieri/) - Arti e Mestieri Lina Lombardini Rini Bellezze e leggende della Terra di Bormio – Puntata 1 Carla Clementi Ritratto di Lisa Blauer Pedrana Disegno Premio di pittura Uomini e macchine La diga Angelica Barbara Schena Ganzarolli con il figlio Dado Lux Bradanini Opera senza nome #1 Pubblicità SIFAS del Passo Stelvio Passo dello Stelvio sci - [Video](https://www.lamontagnalfemminile.it/video/) - Video Video narrazione promossa in occasione dell’evento internazionale GeoNight 2021 “La Montagna Fragile” organizzato da Monica Morazzoni, Valeria Pecorelli, Marco Maggioli, Dipartimento di Studi Umanisici-Università IULM di Milano Porsche Company, panameraVoce narranteEmilIa Pennacchio, BornoMontaggioDavide BassanesiCopertinaFederica Pecorelli Advertising ProjectPhlox Studio PROMO DELLA MOSTRA CARTO-FOTOGRAFICA DIGITALE Advertising ProjectPhlox Studio Narrazione della sezione "Donna e Terra" Porsche Company, - [Scritture di viaggio](https://www.lamontagnalfemminile.it/scritture-di-viaggio/) - Una ricca documentazione diaristica edita e inedita attesta come le donne, tradizionalmente destinate dalla storia e dalle culture a ruoli stanziali, abbiano in realtà partecipato al fenomeno del viaggio moderno come manifestazione di libertà e desiderio di conoscenza. - [Privacy Policy](https://www.lamontagnalfemminile.it/privacy-policy/) - Questo Sito Web raccoglie alcuni Dati Personali dei propri Utenti. Questo documento può essere stampato utilizzando il comando di stampa presente nelle impostazioni di qualsiasi browser. Titolare del Trattamento dei Dati Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM sita in Via Carlo Bo n. 1 – 20143 Milano Tipologie di Dati raccolti Fra i Dati ## I miei template - [Site Header](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=site-header) - La Montagna al FemminileUniversità IULM di Milano La mostra Donna e Terra Donna e Vetta Donna e Viaggio Scritture di viaggio Arti e Mestieri Video - [Site Footer](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=site-footer) - Content area - [social](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=social) - La mostra si raccontaLa narrazione multimediale introduce ai temi della mostra carto-fotografica e spiega la scelta curatoriale di porre al centro la Montagna e declinarla al Femminile nell’epoca presente. TUTTI I VIDEO - [Elementor Single Post #242](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=elementor-single-post-242) - Elementor Single Post #242 Elementor Single Post #242 PrevPrecedentefooter Successivomenu mostraNext PrevPrecedentefooter Successivomenu mostraNext - [singola-dida](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=singola-dida) - singola-dida singola-dida PrevPrecedentemenu mostra SuccessivosocialNext PrevPrecedentemenu mostra SuccessivosocialNext - [menu mostra](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=menu-mostra) - Content area - [Default Kit](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=default-kit) - [header](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=header) - La Montagna al FemminileUniversità IULM di Milano La mostra Donna e Terra Donna e Vetta Donna e Viaggio Scritture di viaggio Arti e Mestieri Video - [footer](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=footer) - Content area - [Kit predefinito](https://www.lamontagnalfemminile.it/?elementor_library=kit-predefinito) ## Portfolios - [Alla Presolana con la corriera](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/alla-presolana-con-la-corriera/) - Un gruppo di Signore in gita in Presolana con la corriera Clusone-Schilpario. Il Passo della Presolana non era solo la base di partenza di impegnative scalate sul massiccio dolomitico della Presolana, ma anche il punto di partenza per più facili escursioni, come il “Salto degli Sposi” che offre una splendida vista delle montagne e della - [Tennis privato](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/tennis-privato/) - Cartolina postale che raffigura Luisa Frattini, nel campo da tennis di villa Frattini. Molte delle ville costruite sulle Alpi bergamasche tra la fine dell’Ottocento e il primo dopoguerra erano dotate di campi da tennis, a testimonianza del ruolo attivo dei villeggianti nell’organizzazione delle attività sportive durante le vacanze. Dorga, 1930 Archivio privato Anty Pansera - [Sulla Cima di Bares (1974 m)](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/sulla-cima-di-bares-1974-m/) - Due giovani villeggianti, Diana Colombo (1944) e Maria Vezzoli (1943), raggiungono la Cima di Bares. Cima di Bares, primavera 1965 Archivio privato Maria Vezzoli On the Bares Peak (1974m) Two young vacationers, Diana Colombo (1944) and Maria Vezzoli (1943), reach the Bares Peak. Cima di Bares, spring 1965 Private archive of Maria Vezzoli - [Festività nazionali](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/festivita-nazionali/) - Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate: le madrine della festa Celestina Ducci e Delfina Tomasoni portano la bandiera Italiana dell’Associazione Nazionale combattenti e Reduci. Bratto, 4 Novembre 1963 Archivio privato Maria Pia Tomasoni National Holidays National Unity and Armed Forces Day: the patrons Celestina Ducci and Delfina Tomasoni carry the Italian flag - [Alla bottega alimentare](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/alla-bottega-alimentare/) - Rita e Savina Tomasoni inizieranno la loro attività lavorativa come commesse, per divenire in seguito commercianti. Bratto: esterno Alimentari Bettera, Anni Sessanta Archivio privato Mea Tomasoni At the food store Rita and Savina Tomasoni began their work as salesclerks, later becoming merchants. Bratto: outside Bettera's Grocery,1960s Private archive of Mea Tomasoni - [Sull'uscio di casa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/sulluscio-di-casa/) - La porta d’ingresso delle abitazioni, nelle località montane, non era solo un transito, ma un luogo di socializzazione, dove le donne si incontravano e scambiavano pareri. Solo gli argomenti riservati richiedevano di entrare in casa. Castione della Presolana, anni Cinquanta Archivio privato On the doorstep The front door of houses, in mountain villages, was - [Pietra Tomasoni](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/pietra-tomasoni/) - Nella vita quotidiana delle famiglie di montagna, il lavoro femminile non era visibile ma essenziale: dalla gestione della casa all’accoglienza dei villeggianti, passando per l’autoproduzione tessile e alimentare. Figure come Pietra rappresentano la forza silenziosa delle donne che, senza lasciare il proprio paese, hanno reso possibile il passaggio da una società contadina a una realtà - [Amelia Pansera in Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/amelia-pansera-in-presolana/) - Amelia Pansera, insieme a Giulio Cesareni e Franco Berizzi, aprì una nuova via sulla Presolana Orientale il 13 settembre 1931. Questa ascensione fu particolarmente significativa perché fu la prima via tracciata sulla Presolana che vide coinvolta una donna nella sua apertura. Nonostante la cordata non sia riuscita a raggiungere la vetta il giorno stesso a - [Carmela Messa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/carmela-messa/) - Nell’Italia fascista e poi durante la guerra, le donne come Carmela furono protagoniste silenziose della sopravvivenza economica e civile delle comunità alpine. La sua attività – panificio, negozio, gastronomia – fu punto di riferimento per l’intero paese. L’impegno civile e la capacità imprenditoriale di queste donne contribuirono allo sviluppo del commercio locale e alla prima - [Passeggiata vicino all’Hotel Franceschetti](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/passeggiata-vicino-allhotel-franceschetti/) - È sorprendente come questa immagine, per composizione e atmosfera, richiami le suggestioni visive tipiche della pittura impressionista dell’epoca: la figura femminile immersa nel paesaggio naturale, la luce diffusa e il tono intimista evocano quella sensibilità artistica che, tra fine Ottocento e primo Novecento, privilegiava la rappresentazione della quotidianità e del rapporto armonico tra essere umano - [Ragazze festeggiano l’ordinazione sacerdotale di Padre Francesco Sozzi.](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/ragazze-festeggiano-lordinazione-sacerdotale-di-padre-francesco-sozzi/) - Questa fotografia evidenzia con chiarezza il cambiamento generazionale in atto nel secondo dopoguerra: le madri delle giovani continuano a indossare abiti tradizionali, prevalentemente neri e segnati da codici di abbigliamento ereditati dalla cultura contadina locale; le figlie invece seguono la moda del tempo, perfettamente allineate ai canoni estetici delle coetanee delle grandi città, come Milano. - [Matrimonio di Ferrari Raffaele e Ferrari Domenica](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/matrimonio-di-ferrari-raffaele-e-ferrari-domenica/) - Il rito nuziale si svolge secondo la tradizione locale, con gli sposi in abito scuro, come era consuetudine all’epoca. Sarà solo nel secondo dopoguerra che le nuove generazioni adotteranno progressivamente l’abito bianco per la sposa, segnando un cambiamento nei codici simbolici e visivi del matrimonio anche nelle aree di montagna. Bratto, 1930 Archivio privato - [Due chiacchiere con il parroco](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/due-chiacchiere-con-il-parroco/) - Don Maurizio Bonadei, parroco fondatore della colonia alpina a Bratto, con due parrocchiane. Nella prima metà del XX secolo la parrocchia era un punto di riferimento per l’intera comunità. Dorga 1921 Archivio privato Domenico Lucchetti A chat with pastor Don Maurizio Bonadei, founding parish priest of the Alpine parish colony in Bratto, with - [Danze](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/danze/) - Al centro, Carlotta Gandini e Nino Galmozzi danzano in un periodo di passaggio della gestione del tempo libero da momento privato a fatto sociale gestito da enti a ciò preposti. Bratto, 1937 Archivio privato Dancing In the centre, Carlotta Gandini and Nino Galmozzi dance at a time when the management of leisure time was - [Meritato riposo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/meritato-riposo/) - Buona Tomasoni e Felicita, giovani migranti in Engadina nel loro giorno di riposo. Zuoz in Alta Engadina, 1952 Archivio Biblioteca Comunale Castione della Presolana Well-deserved rest Good Tomasoni and Felicita, young migrants in the Engadine on their day off. Zuoz in Upper Engadine, 1952 Archive of the Municipal Library of Castione della Presolana - [“…e la Vespa ti porterà…fuori città”](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/e-la-vespa-ti-porterafuori-citta/) - La Vespa, messa sul mercato nel 1946 dalla Piaggio, arriva subito anche in alta Val Seriana. Porta con sé l'euforia della modernità e la voglia di movimento. Qui Tina Meller Canova guida la sua Vespa sul ponte che unisce Songavazzo a Rovetta. Val Seriana, primi anni Cinquanta Archivio privato Fratelli Canova “...and Vespa - [Pronti per la discesa!](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/pronti-per-la-discesa/) - Tina Meller Canova, elegantissima e concentrata, si prepara a inforcare gli sci e a scendere a valle. Val Seriana, anni Cinquanta Archivio privato Fratelli Canova Ready for the downslope! Tina Meller Canova, very elegant and concentrated, prepares to put on her skis and descend to the valley. Val Seriana, 1950s Fratelli Canova private - [Comitive in vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/comitive-in-vetta/) - Sul monte Pora, davanti al rifugio Magnolini, lo sci favorisce la socializzazione e la parità dei generi. Monte Pora, primi anni Cinquanta Archivio privato Fratelli Canova Summit groups On Mount Pora, in front of the Magnolini hut, skiing promotes socialisation and gender equality. Mount Pora, early 1950s Private archive of the Canova Brothers - [Socializzazione](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/socializzazione/) - Un momento di pausa durante i giochi estivi. Al centro della foto, con la sigaretta, il maestro Giovanni Tomasoni di Castione, storico organizzatore delle attività estive. Dorga, 1959 Archivio privato Mita Breda Nozza Socialising A break during the summer games. At the center of the picture, with a cigarette, there is Giovanni Tomasoni - [Giochi estivi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/giochi-estivi/) - In primo piano Mita Breda e alle sue spalle Maria Letizia Belotti (figlia dell’onorevole Belotti), impegnate nel tiro alla fune. Tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, la pratica sportiva e il tempo libero erano gestiti principalmente a livello privato. Con il secondo dopoguerra si assiste a un cambiamento significativo: - [Sciare sulla Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/sciare-sulla-presolana/) - Le sorelle Luisa e Tina Meller sulle nevi del comprensorio della Presolana. Presolana, anni Cinquanta Archivio privato Fratelli Canova Skiing on Presolana Sisters Luisa and Tina Meller on the snows of the Presolana ski area. Presolana, 1950s Private archive Fratelli Canova - [Giovane lavoratrice stagionale in Engadina](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/giovane-lavoratrice-stagionale-in-engadina/) - Dalla seconda metà del XIX secolo l’Engadina è un punto di riferimento per i migranti stagionali, sia dalla provincia di Bergamo sia da quella di Sondrio. I suoi grandi alberghi necessitano di un numeroso personale femminile tanto in inverno quanto in estate. L’emigrazione maschile, invece, è maggiore in estate per la fiorente attività edilizia e - [Mamma e figlio a Dorga](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/mamma-e-figlio-a-dorga/) - Villeggiante con figlio a Dorga (979 m s.l.m.), frazione di Castione della Presolana e località turistica di seconde case e tappa usuale per arrivare al Monte Pora. Dorga, anni Sessanta Archivio NN Mother and son in Dorga Vacationer with son in Dorga (979 m), a hamlet of Castione della Presolana and tourist resort - [Mamma e figlio al Passo della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/mamma-e-figlio-al-passo-della-presolana/) - Il Passo della Presolana attirava anche flussi di turismo famigliare. Nella fotografia, una mamma in posa con il proprio figlio davanti a una struttura ricettiva. Passo della Presolana, anni Sessanta Archivio NN Mom and son at Presolana Pass Presolana Pass also attracted flows of family tourism. In the photograph, a mother posing with her - [Impianto di risalita](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/impianto-di-risalita/) - La slittovia del Monte Scanapà, situata ai piedi dell’omonimo rilievo, era un rustico ma ingegnoso sistema di risalita a fune sul pendio del Donico. Era utilizzato nella stazione sciistica del Passo della Presolana, che venne realizzata tra il 1937 e il 1938 e fu il primo impianto di risalita a fune della provincia di Bergamo. - [Strutture ricettive a conduzione familiare](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/strutture-ricettive-a-conduzione-familiare/) - Mitzi Stiefler e il marito Prospero costruirono nel 1929 una grande casa, oggi nota come “Haus Carinzia”, con alcuni appartamenti da dare in affitto. La foto ritrae Mitzi mentre fa le pulizie per l’arrivo dei villeggianti. Bratto, primavera 1958 Archivio privato Rossella Tomasoni Family-run accommodations Mitzi Stiefler and her husband Prospero built a large - [Dalla Carinzia alla Val Seriana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/dalla-carinzia-alla-val-seriana/) - Mitzi, nata Maria Stiefler nel 1902 in Carinzia, cresce in una famiglia contadina austriaca segnata dalla perdita della madre e da una matrigna severa. A vent’anni lascia l’Austria per lavorare in Italia, prima a Milano, poi a Bergamo, presso la famiglia Bianchetti, storici villeggianti di Dorga, dove conosce Prospero Tomasoni. Si sposano nel 1929 e - [Foto di gruppo davanti all’Hotel Ferrari](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/foto-di-gruppo-davanti-allhotel-ferrari/) - Luisa Frattini con tre amiche. Amelia Pansera, la terza da sinistra, insieme con Giulio Cesareni e Franco Berizzi, aprì una nuova via sulla Presolana Orientale il 13 settembre 1931. Questa ascensione fu particolarmente significativa perché fu la prima via tracciata sulla Presolana, con la partecipazione di una donna. Nonostante la cordata non sia riuscita a - [Turismo invernale in Val Seriana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/turismo-invernale-in-val-seriana/) - Amelia e Carlotta Gandini a passeggio in abbigliamento da montagna invernale, in località “Agli alberghi”, allora come oggi il centro commerciale delle frazioni di Bratto e Dorga. Interessante testimonianza fotografica, che mostra come i villeggianti venissero con le loro famiglie anche in inverno a Castione della Presolana. All’epoca gli impianti di risalita erano solo al - [Al lavoro in Engadina](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/al-lavoro-in-engadina/) - Le 3 sorelle Tomasoni (Bartolomea Marita, Elisa e Santina) a St. Moritz. Prima della Seconda guerra mondiale erano soprattutto gli uomini che emigravano per lavorare ed essere di sostentamento alle famiglie, dopo la guerra il fenomeno interesserà sempre di più anche le donne, che lavoreranno soprattutto nel settore commerciale e turistico dell’alta Engadina. Le competenze - [Passeggiate in vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/passeggiate-in-vetta/) - Sandra Baimariva, Carlotta e Laura Gandini, nei pressi del Santuario di Lantana, luogo di culto mariano nella frazione di Dorga e meta di passeggiate in paese. Dorga, Settembre 1936 Archivio privato Elvira Bianchi Summit Walks Sandra Baimariva, Carlotta and Laura Gandini, near the Sanctuary of Lantana, a Marian place of worship in the - [Balia da latte feltrina](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2047/) - Il baliatico mercenario era talmente diffuso da trasformare le balie in icone del territorio feltrino-bellunese e rappresentarle nelle cartoline. Alla costruzione dello stereotipo della balia montanara concorrono simboli e immagini che rimandano alla salubrità di acque, montagne e pascoli che per secoli avevano fornito burro e latticini alla Repubblica di Venezia. La promozione di questa - [Muoversi sulla neve](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/muoversi-sulla-neve/) - La slitta è stata a lungo il mezzo di locomozione principale sulla neve, dove i piedi sprofondano e le ruote si incastrano. Oggi utilizzata per divertirsi o come pratica sportiva, ha per secoli consentito alle donne del Cadore di muoversi nel loro territorio e di trasportare le loro merci. Cadore, prima metà del XX secolo - [Lavandaie sull’uscio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/lavandaie-sulluscio/) - All’inizio del XX secolo le case del Cadore non avevano l’acqua corrente. I panni si lavavano alle fontane o nei secchi fuori da alcune abitazioni. Era un lavoro femminile. Agli uomini solo il compito di portare i panni sporchi da lavare. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio Magnifica Comunità di Cadore – Fondo fotografico - [In fabbrica](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/in-fabbrica/) - Mentre il primo laboratorio di occhiali è nato nel 1878, nel Cadore le fabbriche sono arrivate solo nel secondo dopoguerra e hanno cambiato la vita dei cadorini. La produzione in serie ha richiamato al lavoro migliaia di donne, impiegate e stipendiate e non più dipendenti dalla sola terra per sostentare le proprie famiglie. Vallesella - - [Quattro chiacchiere in fabbrica](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/quattro-chiacchiere-in-fabbrica/) - L’avvento delle prime fabbriche non ha cambiato solo l’economia del Cadore, ma anche le forme di socializzazione. In spazi ristretti si concentravano tante donne, che fino ai decenni precedenti avevano vissuto isolate o in piccoli gruppi nei campi. Cadore, anni Sessanta del XX secolo Archivio del Museo dell’Occhiale A Chat in the Factory The - [Rimedi medicamentosi per le donne](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/rimedi-medicamentosi-per-le-donne/) - Dal momento della sua scoperta, avvenuta alla fine del Seicento, l’acqua ferruginosa di S. Caterina Valfurva (detta anche “acqua forte” per la ricchezza di ferro, l’elevata alcalinità e l’abbondanza di acido carbonico) divenne un medicamento abitualmente raccomandato per diversi malanni e, in particolare, per quelli che affliggevano l’universo femminile. Con la scusa di “fare la - [La moglie del maresciallo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/adelia-sorrentino-cannella/) - Pur non essendo originaria del territorio, Adelia Sorrentino in Cannella merita di essere ricordata in special modo perché visse fino all’estremo sacrificio e, come molti combattenti di guerra, trovò la morte nel 1918 lasciando due figli in tenera età. Si era ammalata a causa della spagnola, contratta mentre curava i soldati che erano stati sistemati - [Ricordo di famiglia](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/ricordo-di-famiglia/) - La famiglia Tuana, che gestiva la III Cantoniera, diventa la protagonista di questa cartolina viaggiata risalente al 1910 con cui i loro ospiti hanno voluto omaggiarli, forse per l’ottimo servizio reso. Vi si leggono, infatti, i saluti alle bambine ritratte, ovvero Lucia e Maria Tuana, e alla loro mamma la signora Emilia Salvadori, ella stessa - [Donne escursioniste](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-escursioniste-2/) - A partire dalla metà dell’Ottocento le montagne dell’arco alpino diventarono le protagoniste del nascente escursionismo ed alpinismo, attività sorte per iniziativa degli stranieri che si recavano nelle remote vallate alpine per scalare, a scopo esplorativo e scientifico, cime sino ad allora inviolate e/o sconosciute. Questa tendenza, inizialmente considerata insulsa e disdegnata dai nostri montanari, diventò - [Il passeggio estivo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/il-passeggio-estivo/) - Un gruppo di gentildonne in vacanza a S. Caterina di rientro dalla passeggiata. Fino al primo conflitto mondiale la piccola località alpina rivaleggiò con le mete blasonate della vicina Svizzera, grazie a un incontaminato ambiente alpestre, alla sua raccomandata fonte ferruginosa e all’intraprendenza dei primi albergatori di professione. Il turismo d’élite faceva tappa fissa a - [Lavoranti alla Casa Cantoniera](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-terza-cantoniera-dello-stelvio/) - In questo scatto della III Casa Cantoniera in quota sulla strada dello Stelvio risaltano le figure femminili, ben cinque in posa per l’obiettivo del fotografo ed è molto probabile che fossero tutte coinvolte nel lavoro alla Casa Cantoniera (vi si riconoscono Maria Salvadori con il marito Tuana, che saranno i gestori ufficiali dal 1907, con - [Albergatrice](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/albergatrice/) - Un’intraprendente albergatrice con il suo acquisto, il primo juke-box comparso a Livigno a fine anni Cinquanta del secolo scorso. Livigno, anni Cinquanta APG-Archivio Privato Galli Hotelier An enterprising hotelier with her purchase, the first juke-box to appear in Livigno in the late 1950s. Livigno, 1950s APG-Private Archive Galli - [Il ristoro](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/il-ristoro/) - La valle di Fraele (oggi sommersa dalle acque delle due possenti dighe di Cancano) era passaggio obbligato e assai frequentato per il transito verso il nord Europa sin dai secoli più remoti. Al suo centro stava la frazione di S. Giacomo Fraele, che per quanto minuscola includeva un posto di dogana, un ospizio e una - [I primi stabilimenti termali](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/i-primi-stabilimenti-termali/) - L’ottocentesco stabilimento termale dei Bagni Nuovi di Bormio (in realtà in comune di Valdidentro), che con quello più antico dei Bagni Vecchi, o di S. Martino, costituiva un approdo privilegiato per soggiorni di cura e di riposo. I trattati medici risalenti al Medioevo consigliavano già l’acqua termale ed esistevano diverse dissertazioni sulle proprietà e sulle - [Storie di donne cantoniere](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/casa-cantoniera/) - In questo scatto d’estate posano i gestori della III Casa Cantoniera, all’epoca “Regia Casa di Ricovero” sulla strada per il Passo dello Stelvio. Sulla destra, vestita di nero, Maria Ponti, moglie del cantoniere Pietro Salvadori, che 2 anni dopo resterà vedova e, fino al 1907, condurrà l’esercizio con le figlie e l’aiuto del futuro genero - [Intellettuali a Bormio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/intellettuali-a-bormio/) - Tra gli illustri ospiti che trascorsero qualche periodo di riposo a Bormio spicca la figura dello scrittore siciliano Giovanni Verga. Nell’agosto 1893, per sfuggire alla calura siciliana, soggiornò qualche tempo tra la Valtellina e il lago di Como, con molta probabilità presso il Grand Hotel Bagni Nuovi; vi era giunto insieme con l’editore e amico - [Turista a Cortina](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/turista-a-cortina/) - A partire dagli anni Sessanta del XX secolo, l’avvento del turismo di massa favorì una sempre maggiore autonomia per le viaggiatrici che potevano godere la neve, il sole e i laghi, circondate da un paesaggio alpino unico. APA-Archivio Privato Albertini Tourists in Cortina From the 1960s onwards, the advent of mass tourism encouraged travellers - [La scoperta delle Dolomiti in auto](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-scoperta-delle-dolomiti-in-auto/) - Turista in visita a Misurina (1.754 m), Comune di Auronzo di Cadore. Sullo sfondo il Gruppo del Sorapiss (3.205 m) ancora innevato. Lago di Misurina, 1968 APD-Archivio Privato Delmonego Discovering the Dolomites by car Tourist visiting Misurina (1,754 m), Municipality of Auronzo di Cadore. In the background the Sorapiss Group (3,205 m) still covered - [Vacanze estive in montagna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/vacanze-estive-in-montagna/) - Turiste che si godono il sole estivo e il panorama dalla terrazza del rifugio Lagazuoi (2.752 m), facilmente raggiungibile grazie alla funivia costruita nel 1963 e situato tra Cortina d’Ampezzo e la Val Badia. Questo rifugio vanta la terrazza più panoramica delle Dolomiti ed è la struttura ricettiva tra le più capienti di Cortina d’Ampezzo. - [Turismo in marmolada](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/turismo-in-marmolada/) - Turista romagnola in visita al ghiacciaio della Marmolada (3.343 m) nell’estate dell’anno 1966. Oggi la regina delle Dolomiti è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Ghiacciaio della Marmolada, 1966 APD-Archivio Privato Delmonego Tourism in Marmolada A tourist from Romagna visiting the Marmolada glacier (3,343 m) in the summer of 1966. Today, the Queen of the - [In alta quota con stile](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/in-alta-quota-con-stile/) - Turiste milanesi in passeggiata sullo scenografico Altopiano del Fanes (2.171 m) nei primi anni Cinquanta. Oggi fa parte del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies ed è riconosciuto per le sue straordinarie bellezze naturalistiche anche dall’Unesco. Altopiano del Fanes, fine anni Cinquanta APA-Archivio Privato Albertini High altitude with style Milanese tourists walking on the scenic Fanes Plateau - [Ladine in montagna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/ladine-in-montagna/) - Gruppo di giovani donne ladine in vestito tipico tirolese in gita sulle cime del Gruppo del Puez (2.913 m), oggi parte del Parco Naturale Puez Odle riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Gruppo del Puez, anni Trenta APA-Archivio Privato Albertini Ladin women in the mountains Group of young Ladin women in typical Tyrolean dress on - [Crocerossine](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/crocerossine/) - Durante la Prima guerra mondiale le crocerossine furono un’importante risorsa da impiegare negli ospedali da campo. AMCF-Archivio Magnifica Comunità Val di Fiemme Crocerossine During the First World War, the Crocerossine were an important resource to be employed in the field hospitals. AMCF-Archive Magnifica Comunità Val di Fiemme - [In slitta sulla neve](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/in-slitta-sulla-neve/) - Giovani turiste si godono la neve ai piedi della catena del Lagorai, a Cavalese. L’immagine testimonia la forte vocazione turistica che il comune, situato a 1000 m di altitudine, aveva già negli anni Trenta del Novecento. Ancora oggi, nella trama urbana di Cavalese, ci sono testimonianze di palazzi e ville dell’età d’oro della villeggiatura in - [Consorte in visita a Cavalese](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/consorte-in-visita-a-cavalese/) - Si ipotizza, osservando la divisa dell’ufficiale, che la foto sia stata scattata nel 1911 o 1912 ed è probabile che l’uomo fosse un ufficiale austriaco o boemo (molti erano i boemi dislocati in Tirolo nel periodo pre-conflitto). La moglie, sicuramente alto borghese, si suppone abbia raggiunto, con i bambini, il marito in un periodo di - [In villeggiatura con la famiglia](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/in-villeggiatura-con-la-famiglia/) - Gruppo di turiste e turisti in posa al Parco della Pieve, presso Cavalese (Trento). Parco della Pieve, 1913 AGS-Archivio Giuseppe Spazzali On holiday with the family Group of tourists posing at the Parco della Pieve, near Cavalese (Trento). Pieve Park, 1913 AGS-Archive Giuseppe Spazzali - [Donne dell’alta borghesia](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-dellalta-borghesia/) - Un gruppo di eleganti donne, alto borghesi, dei primi anni del Novecento in gita al Passo Lavazé (1808 m) nel territorio del comune di Varena (Trento). Passo di Lavazé, 1913 AGS-Archivio Giuseppe Spazzali Upper-class women A group of elegant upper-class women in the early 1900s on a trip to the Lavazé Pass (1808 m) - [Donne escursioniste](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-escursioniste/) - Un gruppo di donne e uomini durante un’escursione, nei primi anni del Novecento, ai laghi alpini di Bombasel (Alpe Cermis, Trento) incorniciati dalle vette del gruppo di Lagorai. Laghi di Bombasel, 1905 AGS-Archivio Giuseppe Spazzali - [La golp (la volpe)](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-golp-la-volpe/) - Laura Robustelli di Bormio a 10 anni con i suoi primi sci. I bastoncini sono semplici bacchette senza nessuna impugnatura. È il 1936 quando suo padre le acquista i suoi primi sci. A Bormio, e con questi rudimentali attrezzi, corre la sua prima gara e così inizia la sua veloce carriera che le varrà il - [Donne in vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-in-vetta/) - Una delle pioniere in ascensione sul Gruppo del Latemar (2.799 m) negli anni Trenta del Novecento. Gruppo del Latemar, anni Trenta AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Women on the summit One of the pioneers climbing the Latemar Group (2,799 m) in the 1930s. Latemar Group, 1930s AMCF-Archive Magnificent Community of Fiemm - [Fiorella Negro a 18 anni](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/fiorella-negro-a-18-anni/) - Fiorella Negro aveva solo 18 anni quando partecipò alle Olimpiadi di Cortina del 1956. Aveva iniziato a pattinare sul ghiaccio a 9 anni, nella sua amata Bormio. Da allora si è allenata con grandi sacrifici, talvolta anche per 9 ore in un solo giorno. Il premio di tanti sforzi sono stati i molteplici successi internazionali - [Fiorella Negro sui cerchi olimpici](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/fiorella-negro-sui-cerchi-olimpici/) - Fiorella Negro ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi di Cortina del 1956. In questa foto è la prima da sinistra e occupa uno dei cinque cerchi olimpici, che simboleggiano i continenti: quello blu l’Oceania, il nero l’Africa, il rosso le Americhe, il verde l’Europa e il giallo l’Asia. Cortina, 1956 Fiorella Negro and the olympic - [Donne in gara](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-in-gara/) - Per la partecipazione delle donne a una competizione sciistica si dovette aspettare il 1936. Da quel momento gli sport invernali, al femminile, non furono più considerati un tabù. APG-Archivio privato Carlo Gandini Women in competition It was not until 1936 that women participated in a ski competition. From that moment on, winter sports for - [Donne alpiniste](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-alpiniste/) - Da sinistra Nadia Dimai e Maria Clara Walpoth, le prime due donne ad essere state ammesse nel Gruppo delle Guide Alpine Scoiattoli di Cortina d’Ampezzo, in arrampicata nei primi anni Novanta del Novecento sul monte Civetta. (Dolomiti di Zoldo, 3.220 m) Civetta, anni Novanta APG-Archivio Privato Carlo Gandini Women mountaineers From left Nadia Dimai - [Donne sciatrici](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-sciatrici/) - Cortina, dopo le Olimpiadi invernali del 1956, diventa una destinazione di moda in Italia e all'estero. In primo piano, donna con giovane bambina sulle piste da sci di Cortina d’Ampezzo in una nebbiosa giornata d’inverno del 1958. Cortina d’Ampezzo, 1958 APD-Archivio Privato Delmonego Women skiers Cortina, after the 1956 Winter Olympics, became a fashionable - [Alpinista reale](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/alpinista-reale/) - La Regina Elisabetta del Belgio durante una scalata con il consorte Alberto I sulla Punta di Fiames (2.240 m). Ogni anno i due reali belgi amavano trascorrere due settimane in villeggiatura a Cortina d’Ampezzo. Punta Fiames, 1909 APG-Archivio Privato Carlo Gandini Royal mountaineer Queen Elisabeth of Belgium during a climb with her consort Albert - [Miss in vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/miss-in-vetta/) - L’elegante alpinista inglese Beatrice Thomasson assieme alla guida alpina Arcangelo Siorpaes in una breve pausa durante l’ascesa verso il Becco di Mezzodì (una delle prime cime delle Dolomiti Ampezzane ad essere scalata, 2.603 m). Miss Thomasson, membro dell’Österreichischer Alpenverein dal 1893, diventa particolarmente famosa per le sue scalate su gran parte delle vette dolomitiche. Becco - [Reali in quota](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/reali-in-quota/) - La Regina Elisabetta e il Re Alberto I di Belgio in arrampicata verso Punta Fiames (Dolomiti Ampezzane, 2.240 m) accompagnati da due guide alpine. Oggi la Via Ferrata verso Punta Fiames, sopra Cortina, è particolarmente conosciuta per la sua spettacolare visuale sulla conca ampezzana. Punta Fiames, 1909 APG-Archivio Privato Carlo Gandini Royalty at high - [La conquista della cima Rocca](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-conquista-della-cima-rocca/) - Un’alpinista conquista la cima Rocca sul Corno Nero (2.439 m) il 5 agosto 1925. La croce ritratta è rivolta alla Val di Fiemme. Cima Rocca, 1925 AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme The conquest of the Rocca summit An alpinist conquers the Rocca peak on the Corno Nero (2,439 m) on 5 August 1925. The - [Romanticismo in vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/romanticismo-in-vetta/) - Giovane coppia ritratta in un momento durante l’ascensione al gruppo del Lagorai (2.754 m), nel Trentino orientale a sud di Predazzo. Gruppo del Lagorai, anni Trenta AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Romanticism on the mountaintop Young couple pictured in a moment during an ascent of the Lagorai group (2,754 m), in eastern Trentino south - [Le pioniere dello sci alpinismo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-pioniere-dello-sci-alpinismo/) - Nell’immagine sono ritratte le sorelle Zanon, ritenute le pioniere dello sci alpinismo in Val di Fiemme. Passo Rolle (1.989 m), anni Trenta ACZ-Archivio Comune di Ziano di Fiemme The pioneers of ski mountaineering The picture shows the Zanon sisters, considered to be the pioneers of ski mountaineering in Val di Fiemme. Passo Rolle (1,989 - [Alpinismo al femminile](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/alpinismo-al-femminile/) - Giovani donne in abbigliamento sportivo dopo l’impervia scalata del gruppo del Latemar (2.799 m) negli anni Trenta del Novecento. Gruppo del Latemar, anni Trenta AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Female mountaineering Young women in sportswear after the impassable ascent of the Latemar group (2,799 m) in the 1930s. Latemar Group, 1930s AMCF-Archive Magnificent Community - [Cluster Val di Fiemme con Baselga di Pinè](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/cluster-val-di-fiemme-con-baselga-di-pine/) - (regione Trentino-Alto Adige) Cartografia a cura di Giovanna Zavettieri ©OpenStreetMap contributors - [Cluster Bormio-Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/cluster-bormio-livigno/) - (Valtellina, regione Lombardia) Cartografia a cura di Giovanna Zavettieri ©OpenStreetMap contributors - [Cluster Cortina con Anterselva](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/cluster-cortina-con-anterselva/) - (regioni Veneto e Trentino Alto-Adige) Cartografia a cura di Giovanna Zavettieri ©OpenStreetMap contributors - [Donne e campi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-e-campi/) - La fotografia ritrae due donne che lavorano nei campi impervi nei pressi del paese di Colle Santa Lucia negli anni Ottanta del Novecento. Nella maggior parte dei casi si coltivava orzo, segale, fave e grano. Nel corso degli anni la pratica agricola viene abbandonata a favore dell’allevamento di bestiame, più redditizio. I pendii di montagna - [Sapori ad alta quota](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/sapori-ad-alta-quota/) - Lo scatto ritrae una donna nella cucina di una casa nei pressi di Cortina d’Ampezzo mentre prepara il burro coadiuvata dall’aiuto di un bambino volenteroso. Cortina d’Ampezzo, anni Ottanta ICL-Archivio Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan” Flavours at high altitude The shot depicts a woman in the kitchen of a house near Cortina d'Ampezzo - [Donne e fienagione](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-e-fienagione/) - Nelle malghe bambine e bambini ladini venivano impiegati nella custodia del bestiame, una volta entrati nella prima adolescenza venivano impiegati nella falciatura e nel trasporto del fieno. L’avviamento precoce al lavoro lasciava segni indelebili sulla fisicità dei giovani, come la curvatura della schiena e la piegatura delle gambe ad arco. Fotografia scattata a Colle Santa - [Profughe di guerra](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/profughe-di-guerra/) - Fra il 18 e il 20 maggio del 1915 le autorità austriache diedero ordine di allontanare la popolazione dal fronte di guerra. Nella Valle di Fodom (Arabba) rimasero solo donne, bambini e anziani. In un primo momento trovarono rifugio nelle valli limitrofe e poi in Boemia. La fotografia ritrae giovani ragazze in posa con il - [Lavoro nei campi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/lavoro-nei-campi/) - Foto ricordo di una famiglia ladina durante una pausa dal lavoro all’inizio del Novecento. Territorio Ampezzano, inizio Novecento ICL-Archivio Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan” Work in the fields Souvenir photo of a Ladin family during a break from work at the beginning of the 20th century. Ampezzo area, early 20th century ICL-Ladin Cultural - [Piccole donne contadine](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/piccole-donne-contadine/) - Fin dalla più tenera età le donne erano destinate a compiere lavori di forza e fatica nei campi, oltre ad essere responsabilizzate con lavori domestici tipicamente femminili. L’ozio non era contemplato e i rari viaggiatori stranieri che si avventuravano nelle remote frazioni erano visti con un misto di stupore e diffidenza, come accade alle bambine - [Contadine con bestiame](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/contadine-con-bestiame/) - A Livigno (1816 m), un gruppo di donne cammina nei prati con il bestiame senza interrompere il lavoro a maglia. Livigno era un paese estremamente povero e sino alla metà del Novecento restava completamente isolato per tutti i mesi della stagione fredda. L’economia era esclusivamente agricola e si basava sull’allevamento e sul poco che il - [Le fiammazze](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-fiammazze/) - Gruppo di donne in un bosco della Val Cadino della catena del Lagorai, in provincia di Trento, tributaria della Val di Fiemme. Tra le attività svolte dalle donne vi era il lavoro del rimboschimento e difatti la Val di Fiemme, per oltre sei secoli, ha fornito in quantità elevate legname per uso interno e per - [Contadine a Tesero](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/contadine-a-tesero/) - Gruppo di donne di inizio Novecento davanti a un maso a Tesero (1000 m) in Val di Fiemme. L’immagine incornicia un momento della quotidianità di allora. Tesero, inizio Novecento AGS-Archivio Giuseppe Spazzali Peasant women in Tesero Group of women at the beginning of the 20th century in front of a farmstead in Tesero (1000 - [La fienagione](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-fienagione/) - Tra le attività che svolgevano le donne in Val di Fiemme, a inizio Novecento, da maggio a settembre si dedicavano allo sfalcio delle erbe foraggere, che poi venivano essiccate, imballate e conservate per i mesi invernali. Val di Fiemme, inizio Novecento AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Haymaking Among the activities carried out by women - [Donne e aratro](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-e-aratro/) - L’aratura con i buoi era una pratica largamente diffusa nella società contadina dell’epoca in Val di Fiemme. L’aratro spesso veniva manovrato dalle donne. Val di Fiemme, anni Trenta AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Women and plow Plowing with oxen was a widely practiced activity in the peasant society of that time in Val di - [Piciolère](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/piciolere/) - "Piciolère" è il termine dialettale usato per indicare le donne che si prendevano cura delle colture boschive, in particolar modo della piantumazione. In Val di Fiemme, le donne hanno svolto un ruolo molto importante per rimboschimento e imboschimento, lavorando nei vivai forestali. Val di Fiemme, anni Sessanta AMCF-Archivio Magnifica Comunità di Fiemme Piciolère "Piciolère" - [Il percorso della Mostra carto-fotografica itinerante La Montagna al Femminile nel 2023 e 2024](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/il-percorso-della-mostra-carto-fotografica-itinerante-la-montagna-al-femminile/) - Cartografia a cura di Eros Roncen. - [Regioni storiche, geografiche linguistiche del Cadore](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/regioni-storiche-geografiche-linguistiche-del-cadore/) - Cartografia a cura di Eros Roncen. - [I 22 comuni della Magnifica Comunità di Cadore](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/i-22-comuni-della-magnifica-comunita-di-cadore/) - Cartografia a cura di Eros Roncen. - [Castagne e marroni](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/castagne-e-marroni/) - Con l’avvento del turismo castagne e marroni sono state celebrate come un cibo tipico, spesso consumato in occasione di feste e sagre di paese Alpi e Prealpi, metà del XX secolo Archivio privato Chestnuts With the advent of tourism, chestnuts and marroni have been celebrated as a typical food, often consumed during village festivals and - [Donna pastora durante la transumanza invernale ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donna-pastora-durante-la-transumanza-invernale-2/) - Quella delle pastore transumanti era una vita durissima, soprattutto quando la famiglia aveva greggi consistenti, che le costringeva al pascolo vagante nei mesi più freddi: camminare senza sosta, prendendosi cura degli animali e di tutti gli altri membri del gruppo, a cominciare dai bambini, sotto le intemperie, anche durante i mesi di gravidanza. I pastori - [Giovane pastorella lamonese ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/giovane-pastorella-lamonese/) - L'unico elemento che caratterizzava l'abbigliamento delle donne pastore era il mantello bianco (tabàro) in lana di pecora follata, che serviva per proteggerle dalla pioggia e dal freddo e che di notte diventava la coperta nel giaciglio di frasche allestito all'aperto. Pianura veneta, anni Trenta del XX secolo Archivio parrocchiale di Lamon Young Shepherdess from - [Gruppo di ciòde in abiti festivi ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/gruppo-di-ciode-in-abiti-festivi/) - Molte delle lavoranti agricole che emigravano in Trentino e in Alto Adige erano nubili e in età da marito e questo costituiva talvolta motivo di invidia per le donne trentine, che le percepivano come rivali. In realtà i problemi erano altri, soprattutto i tentativi di violenza sessuale a danni di minorenni o di giovani che - [l duro lavoro delle ciòde ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/l-duro-lavoro-delle-ciode/) - Mentre le bambine venivano adibite alla sorveglianza degli animali e ai lavori domestici, le ragazze erano spesso in balia della sorte, obbligate dai contadini trentini e alto atesini a compiere lavori faticosi, svolti di solito dagli uomini: l'aratura e l'erpicatura, il trasporto del concime con gerle molto pesanti e l'irrorazione delle vigne e degli alberi - [Noemi Tollardo, pastora di Sirao (Lamon) mentre prepara la polenta all'aperto ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donna-pastora-durante-la-transumanza-invernale/) - Dandolo (PN), 1982 Foto di Daniela Perco, Archivio Museo Etnografico Dolomiti L'alimentazione dei pastori era molto monotona, basata sulla polenta con poco companatico. In qualche occasione si mangiavano le code delle pecore dopo averle abbrustolite sul fuoco. Negli anni Ottanta la famiglia poteva trascorrere la notte in un camion attrezzato. Noemi Tollardo, Shepherdess from - [Maria Canova con Marisa Gnecchi Ruscone](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2092/) - Dopo aver allattato Luchino Visconti, alla nascita della seconda figlia, Giuseppina, Maria fu balia da latte di Marisa, figlia di industriali della seta di Milano, amici dei Visconti. Marisa sposò il conte Marcello del Majno di Venezia e ogni volta che saliva a Cortina d’Ampezzo passava a salutare la sua balia, a cui rimase legata - [La balia Angelina Meneguz prima della partenza per Varese](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2082/) - In braccio la figlia di un mese che avrebbe affidato a qualche parente o a un’altra donna per essere allattata, a pagamento. In molti casi si procedeva a uno svezzamento precoce con latte di capra diluito. Il prezzo pagato dalle balie era alto e l'esperienza anche se breve lasciava tracce profonde nella vita della donna. - [Stella Sitran Mion, di Ponte nelle Alpi, balia da latte di Egon Von Fürstenberg](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2103/) - Al centro dell’immagine Ira Von Fürstenberg, a sinistra la governante. Le balie si affezionavano molto ai figli di latte e questo affetto era ricambiato con lettere, doni e visite frequenti alla propria balia e ai fratelli di latte. Venezia, 1946 Collezione Lorena Viel Stella Sitran Mion from Ponte nelle Alpi, Wet Nurse for Egon - [Flora De Cian di Bolago di Sedico (BL)](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2100/) - Il latte costituiva il bene più prezioso della balia e la sua abbondanza è un elemento ricorrente nelle interviste, motivo di orgoglio e di ostentazione. L’allattamento durava mediamente 12-14 mesi, periodo durante il quale le balie non potevano tornare a casa, né vedere il marito e i figli. Nelle testimonianze si evidenzia il dramma di - [Luigia Bordin Raveane, balia da latte in Egitto](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2098/) - Raramente le balie feltrino-bellunesi emigravano all’estero e ad Alessandria c'erano soprattutto balie slovene. La figlia di Luigia morì a causa di una gastroenterite quando ancora la madre era sulla nave per l’Egitto. La notizia non le venne comunicata fino alla fine del periodo di servizio, per paura che lo shock emotivo le facesse perdere il - [Alice Ciotta con la principessa Marcella Borghese e i due gemelli Francesco e Livio ](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2096/) - Alice, partita da Santa Giustina (BL), una volta arrivata a Castelvecchio e saputo del parto gemellare, voleva tornare a casa. Per convincerla i principi Borghese le affiancarono un’infermiera. Le balie da latte feltrine e bellunesi erano molto richieste dall’aristocrazia italiana e facevano concorrenza alle balie della Ciociaria. Castelvecchio, Orte (Viterbo), 1939 Collezione Aldo Ciotta - [Santino con dedica di Luchino Visconti di Modrone alla sua balia Maria](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2094/) - La donna allattò Luchino nel 1907-1908 e poi tornò ripetutamente in casa Visconti come balia asciutta per Luchino e i suoi fratelli e sorelle. Maria Canova di Mugnai (Feltre) stabilì rapporti affettuosi anche con la madre di Luchino, la contessa Carla Erba Visconti che, alla sua morte, le donò una cifra considerevole. Mugnai di Feltre, - [Scuola di balie](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2085/) - Le donne gravide, destinate a diventare balie da latte, venivano preparate ad affrontare questa difficile professione e a prendersi cura dei bambini usando come modelli i bambolotti. Limana, anni Cinquanta del XX secolo Archivio biblioteca civica di Limana School for Wet Nurses Pregnant women, destined to become wet nurses, were trained to face this - [Balie feltrine e bellunesi al Parco Sempione](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/balie-feltrine-e-bellunesi-al-parco-sempione/) - La balia, riverita, abbondantemente nutrita e ben vestita, si trovava quasi sempre in uno stato di libertà vigilata. Il ritrovo ai giardini con altre balie, sovente della stessa zona di provenienza, era uno dei pochi divertimenti concessi. Non poteva tuttavia avvicinarsi a uomini, anche se suoi compaesani. Si temeva infatti che qualsiasi rapporto sessuale potesse - [Balia da latte di Mel (BL) ritratta con l'abito tipico delle balie](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2105/) - L'abbigliamento, che ne consentiva l'immediata identificazione, vedeva la prevalenza del bianco, il colore del latte: uno scamiciato aperto sul davanti per facilitare l’allattamento, un grembiule di pizzo prezioso, uno scialle e un fazzoletto fermato da spilloni d’argento sulla nuca. Al loro ritorno a casa le donne riutilizzavano questi capi per fare abiti e camicie ai - [Volantino pubblicitario dell’Ufficio baliatico di Feltre](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/2078/) - L'ufficio, attivo dal 1919 fino al 1936, si occupava del collocamento delle balie in stretto contatto con i medici e le autorità sanitarie. Continuarono peraltro a operare nelle campagne delle mediatrici chiamate metibalie o metinene, che contribuirono ad alimentare un fenomeno in larga misura clandestino. Feltre, prima metà del XX secolo Archivio Museo Etnografico Dolomiti - [Anziana contadina del Cadore](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/anziana-contadina-del-cadore/) - In questo scatto un’anziana contadina viene ritratta nella sua abitazione e non appare per nulla rilassata, quasi forzata a farsi fotografare al posto di svolgere le sue importanti mansioni, i cui segni sono evidenti nella rugosa pelle del viso. Cadore, fine del XIX secolo Archivio Magnifica Comunità di Cadore – Fondo fotografico Arnaldo Marchetti - [Rosa De Lorenzi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/rosa-de-lorenzi/) - Archivio Michele De Lorenzi Personaggio Primogenita di Luigi e Giuseppina Pozzi, Rosa De Lorenzi nacque a Bormio in una numerosa famiglia in cui lo sport fu largamente praticato anche ad alto livello (i suoi fratelli minori Cirio, Luigi, Aldo, Fulvio furono noti campioni di sci e di salto). Essendo la figlia maggiore, e oltretutto una - [Marianna Longa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/marianna-longa/) - Marianna Longa, classe 1979, campionessa di sci di fondo, medaglia d’argento nella 10 km in tecnica classica ai mondiali di sci nordico del 2009 di Liberec (Repubblica Ceca) e bronzo nello sprint a squadre nella stessa manifestazione. Ha partecipato ai Giochi olimpici invernali di Salt Lake City (2002) e di Vancouver (2010) e a quattro - [Le sciatrici Martinelli e Pedranzini](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-sciatrici-martinelli-e-pedranzini/) - Francesca Martinelli, classe 1971, è stata campionessa di scialpinismo e con Roberta Pedranzini, classe 1971, ha formato per anni la coppia da battere nello scialpinismo agonistico. Numerosi i titoli mondiali e le vittorie nelle principali gare (tra cui 4 vittorie alla Pierra Menta, gara simbolo dello ski alp). Due atlete ma un unico esempio di - [Deborah Compagnoni](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/deborah-compagnoni/) - Deborah Compagnoni (Bormio, 4 giugno 1970), nella storia dello sci alpino, è stata la prima atleta ad aver vinto una medaglia d'oro in tre differenti edizioni dei Giochi olimpici invernali. Ha dominato la scena agonistica internazionale, in particolare in slalom gigante dove tra il 1994 e il 1998 ha conquistato tutti gli ori disponibili tra - [Al lavatoio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/al-lavatoio/) - L’acqua corrente all’interno delle abitazioni è un’invenzione moderna; nel passato erano le rogge, i torrenti, le fontane e i lavatoi che servivano a soddisfare ogni bisogno alimentare o domestico e che per secoli furono anche un punto d’incontro e socializzazione per le donne che vi si recavano per le varie incombenze. Ancora oggi, tuttavia, è - [Lezione di ricamo e cucito](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/giovani-ricamatrici/) - La foto ritrae una classe di allieve intente al ricamo all’interno del palazzo che ospitava le scuole elementari di Bormio, costruito a partire dal 1928. Le cronache locali di quegli anni testimoniano la presenza di una scuola di avviamento al lavoro (sorta sulle ceneri della preesistente scuola professionale ormai in decadenza) nell’ambito della quale fu - [Donna che si nasconde con il lavoro a maglia](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donna-che-si-nasconde-con-il-lavoro-a-maglia/) - L’avvento di viaggiatori stranieri costituiva sempre uno sconvolgimento nella piccola ed abitudinaria vita di paese; la naturale diffidenza per il “forestiero” era amplificata non solo dall’impossibilità di capirsi a causa della lingua diversa, ma anche da usi e costumi che certamente erano ritenuti bizzarri, se non addirittura pericolosi. È quanto accade ai primi fotografi, che - [Contadina con bove](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/contadina-con-bove/) - Una donna sul sentiero guida un carro con un bove. Sullo sfondo, a sinistra del ponticello, ci sono mulini e segherie sul torrente Cadangola a Semogo, frazione di Valdidentro, ad una decina di chilometri da Bormio. I torrenti erano ampliamenti sfruttati per usi domestici e per le lavorazioni pre-industriali; nella località ritratta, in particolare, si - [Donne sulla via](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-sulla-via/) - Il turismo di fine Ottocento porta i primi viaggiatori (soprattutto stranieri) alla ricerca di posti dove godere l’aria salubre della montagna; anche Livigno non si sottrae a questi passaggi estivi (d’inverno la strada era chiusa e solo pochi temerari vi si avventuravano) e nel 1880 venne aperta la prima “Pensione Alpina” gestita da Giovanni Battista - [Un mestiere al femminile](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/un-mestiere-al-femminile/) - Uno raro mestiere, esclusivamente femminile, era quello della tessitrice. Il sapere veniva trasmesso di madre in figlia. Livigno, anni Ottanta Per gentile concessione M. Cusini A female craft A rare craft, exclusively feminine, was that of the weaver. The knowledge was passed on from mother to daughter. Livigno, 1980s Courtesy M. Cusini - [La tessitrice](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-tessitrice/) - Un intenso ritratto di una delle ultime tessitrici di Livigno mentre prepara l’ordito. Livigno, anni Ottanta APC-Archivio Privato Cantoni The Weaver An intense portrait of one of Livigno's last weavers as she prepares the warp. Livigno, 1980s APC-Archive Private Cantoni - [La macellazione del maiale](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-macellazione-del-maiale/) - Una donna impegnata in una fase della macellazione del maiale. Livigno, anni Ottanta ABCL-Archivio Biblioteca Civica Livigno Slaughtering the pork A woman engaged in a phase of slaughtering. Livigno, 1980s ABCL-Archive Civic Library Livigno - [La cardatura](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-cardatura/) - Un’energica massaia lavora la lana in fiocchi usata per imbottire cuscini e materassi. Livigno, anni Sessanta APS-Archivio Privato Silvestri Carding An energetic housewife works wool into flakes used to stuff cushions and mattresses. Livigno, 1960s APS-Silvestri Private Archive - [La zangolatura](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-zangolatura/) - Madre e figlia in posa davanti alla porta della stalla, pronte per preparare il burro. Livigno, anni Sessanta APC-Archivio Privato Cusini The churning Mother and daughter posing in front of the stable door, ready to prepare butter. Livigno, 1960s APC-Cusini Private Archive - [Con la gerla sulle spalle](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/con-la-gerla-sulle-spalle/) - Un’anziana procede sul sentiero pietroso con la gerla sulle spalle alla ricerca di legna. Livigno, anni Sessanta APCP-Archivio Privato Cusini With the basket on her shoulders An elderly woman proceeds along the stony path with a basket on her shoulders in search of wood. Livigno, 1960s APCP-Private Archive Cusini - [Battilana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/battilana/) - Un gruppo di donne sedute all’esterno di una abitazione con in mano i cardacci intente a lavorare la lana, operazione che veniva eseguita dopo la tosatura per pulirla dalle impurità, sciogliere i nodi e districare le fibre. Gli scardassi, tavolette di legno provviste di manico e con un lato formato da pungiglioni appuntiti, si strisciavano - [Fienagione in quota](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/al-pascolo/) - Di rientro dalla fienagione fatta nella valle di Cancano ancora non invasa dall’acqua della diga, il raccolto in eccedenza viene portato a valle attraverso l’accidentato percorso che scendeva dalle “Scale di Fraele” (oggi ne resta solo un tratto di sentiero). Il fieno è ammassato sulla priala, un carro a due ruote legato alle corna della - [Classe della Scuola di Arti e Professioni di Bormio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/larte-del-ricamo-al-femminile/) - Foto ricordo della classe “Sezione Lavoro”. La Scuola Arti e Industrie (detta anche Scuola Piccole Industrie Alpine) nasce nel 1894 grazie all’intraprendenza e l’iniziativa di Valentino Valgoi, ex maestro elementare, e si proponeva di “addestrare sotto la guida di un abile maestro, lavoratori del legno, intaglio, intarsio, oltre a esperti costruttori di giocattoli”. La grande - [Donne con la gerla](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/donne-con-la-gerla/) - Donna con gerla caricata sulle spalle; la testa è curva in avanti come ad indicare la fatica impiegata in quella marcia. L’immagine è fortemente evocativa della fatica del vivere quotidiano che le donne accettavano come parte ineluttabile della loro vita. Nessun lavoro era troppo gravoso e nessuna condizione una scusante per non apportare il proprio - [Censimento boschivo in Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/censimento-boschivo-in-val-di-fiemme/) - Fin dalla fine del Settecento, in Val di Fiemme, l’ingente patrimonio boschivo era stato censito per poi essere sfruttato. In tale contesto le “piciolère” ricoprivano un ruolo fondamentale nella selvicoltura, poichè ne curavano ogni aspetto, dalla piantumazione alla salvaguardia del bosco. AMCF-Archivio Magnifica Comunità Val di Fiemme Forest census in Val di Fiemme Ever - [Piccole donne](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/piccole-donne/) - Le donne, fin dalla giovane età, venivano educate al lavoro e a contribuire all’economia domestica, anche per la frequentissima emigrazione degli uomini. A bambine e giovinette erano preclusi giochi o studi e la loro vita era interamente regolata dallo scandirsi delle attività familiari, spesso con compiti di responsabilità non indifferenti come l’accudire i propri fratelli - [L'aratura](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-mietitura/) - Nei contesti montani più eterogenei, le donne erano gravate allo stesso modo di tutti i lavori domestici e rurali: sfalciavano le erbe foraggere, lavoravano la terra con zappa e aratro, sollevavano carichi di legna e fieno, quasi quanto riuscisse a sopportare un mulo. Il contributo femminile nell’aspra e brutalizzante economia rurale era imprescindibile e ogni - [Sciare sulle Dolomiti](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/sciare-sulle-dolomiti/) - Sciare sulle Dolomiti è oggi un fenomeno di massa. Non era così negli anni Quaranta del XX secolo, quando Giovanna Vecellio del Monego solcava le nevi in alta quota con le sportive compagne d’avventura. Mancavano l’abbigliamento e la strumentazione tecnica di oggi, ma c’era lo stesso splendido panorama. Auronzo di Cadore, 1942 Archivio privato di - [La neve anche lontano da casa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-neve-anche-lontano-da-casa/) - Tante donne del Cadore sono andate lontano, in cerca di una vita migliore. Hanno portato con sé, però, competenze secolari di una società che ha dovuto adeguarsi a un territorio e a un clima difficili. Anche nel Connecticut hanno trovato la neve, che hanno continuato a spalare come facevano nella valle del Piave e sulle - [Su ghiacciai ormai scomparsi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/su-ghiacciai-ormai-scomparsi/) - Si saliva, con le corde, su ghiacciai che oggi sono quasi scomparsi. Qui sulla Marmolada un gruppo di donne in cordata ce l’ha fatta: è salita in alto, sulla “Regina delle Dolomiti”, sopra i tremila metri, per una impresa tanto faticosa quanto emozionante. Marmolada, anni ‘30 Archivio privato famiglia Coletti Fauri On Glaciers Now - [La filatura della lana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-filatura-della-lana/) - Filare la lana con il “corleto” (l’arcolaio) era una complessa sequenza necessaria per ricavare il filo per la tessitura dalle fibre di origine animale: il primo passo per la realizzazione di indumenti che avrebbero protetto gli abitanti del Cadore dal freddo dell’inverno. Anche fibre vegetali, come il lino e la canapa (coltivati in loco), venivano - [Le donne delle segherie](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-donne-delle-segherie/) - Il bosco è stato la grande ricchezza del Cadore, da cui partivano migliaia di tronchi per i territori della Serenissima. Lungo il corso del Piave, il pesante lavoro nelle segherie occupava soprattutto gli uomini ma, come avveniva in tante altre località, le donne erano impiegate a ore per lavori vari e soprattutto per il trasporto - [Incanto e operosità](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/incanto-e-operosita/) - “La bella del Cadore” è una canzone del Festival di Sanremo del 1956 e fu un grande successo. Non racconta che la grazia era accompagnata dall’operosità di chi ha sempre le mani impegnate in qualche lavoro. Anche lontano dai campi le mansioni erano tante e il ricamo, da mestiere, sapeva farsi arte. Cadore, prima metà - [La zappa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-zappa/) - La zappa è diventata un simbolo della vita contadina e con essa della fatica delle donne, cui era chiesto di rendere coltivabile una terra indurita dall’inverno e quindi difficile da dissodare. Inoltre non tutti i terreni erano adatti all’uso dell’aratro, che era comunque appannaggio maschile. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio Magnifica Comunità di - [La madre](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-madre/) - Contadina, allevatrice, lavandaia, moglie…e anche madre: la donna ha garantito la crescita e l’educazione dei figli, cui gli uomini non si dedicavano perché fuori casa per gran parte della giornata o emigrati. In questa fotografia si celebra la donna-madre Maria De Martin Flecco, con un abito elegante per festeggiare il suo primogenito. Comelico - Cadore, - [I primi passi verso l’indipendenza](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/i-primi-passi-verso-lindipendenza/) - Per le donne la sfida più grande dell’alpinismo non è stata il raggiungimento della vetta. Le donne hanno dovuto “conquistare” la possibilità di scalare le montagne. Hanno iniziato a farlo dalla metà del XIX secolo, ma quasi sempre accompagnate da uomini, che le precedevano in cordata. L’indipendenza è arrivata più tardi. Cadore, 1900-1910 Archivio privato - [Tutte in posa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/tutte-in-posa/) - L’emigrazione era un fenomeno perlopiù maschile, tuttavia anche le donne, soprattutto prima del matrimonio, potevano trovare lavoro stagionalmente fuori dalla valle. In questo quadretto bucolico, un gruppo di mietitrici del Comelico, temporaneamente in Sudtirolo, posa in costume con gli attrezzi da lavoro e un bicchiere di vino in mano. Comelico - Cadore, 1897 Archivio del - [Fieno al tabià](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/fieno-al-tabia/) - I fienili in legno del Cadore e delle Dolomiti erano chiamati “tabià”. Lì le donne di tutte le età (dalle bambine a quelle più anziane) portavano enormi gerle piene di fieno e paglia e lì si conservava il cibo del bestiame per tutto l’inverno. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio Magnifica Comunità di Cadore - [Il rammendo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/il-rammendo/) - Non si buttava nulla nel Cadore contadino della prima metà del XX secolo. Un vestito strappato veniva rammendato e continuava “a vivere”, passando da una generazione a quelle successive. Una pratica sostenibile, che limitava il consumo delle risorse e risolveva alla radice il problema dello smaltimento dei rifiuti. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio - [Il peso dei campi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/il-peso-dei-campi/) - I prati erano distinti in due categorie: le vare poste vicino ai centri abitati e coltivate e i prà che potevano essere distanti dalle abitazioni due o tre ore di cammino. Coinvolte in ogni fase dello sfalcio, dal taglio dell’erba con la falce all’andanatura e alla raccolta in covoni, le donne si facevano carico anche - [Lavandaie alla fontana pubblica](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/lavandaie-alla-fontana-pubblica/) - Le fontane pubbliche erano fondamentali nei paesi: servivano a raccogliere l’acqua da bere e a lavare i panni. Entrambi lavori femminili, anche nei giorni di festa, quando gli uomini giravano per le piazze con i vestiti eleganti. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio Magnifica Comunità di Cadore – Fondo fotografico Arnaldo Marchetti Laundresses at - [Ago e uncinetto](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/ago-e-uncinetto/) - La cultura del cucito, sia con l’ago sia con l’uncinetto, ha attraversato nei secoli il bacino del Mediterraneo e l’Europa intera. Sulle Alpi ha una tradizione radicata, che è passata di madre in figlia per secoli e che nella prima metà del XX secolo ha costituito la principale fonte degli indumenti dei cadorini. Cadore, prima - [La raccolta delle patate](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-raccolta-delle-patate/) - Per sfamare le numerose bocche della famiglia, le patate sono state l’“alimento principe” nel Cadore dal XIX secolo. Le donne le raccoglievano in gerle più piccole di quelle per la legna, perché il peso sarebbe stato eccessivo, soprattutto dopo una giornata trascorsa ricurve per la raccolta dei tuberi. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio - [Le operose donne del Cadore](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-operose-donne-del-cadore/) - “Mai con le man nte man” (“Mai con le mani in mano”): le donne del Cadore avevano sempre qualcosa da fare. Così, mentre una dava da mangiare alle galline, l’altra cuciva e insegnava l’arte alle più giovani generazioni sull’uscio di casa, dove si stava nella “bella stagione”. Cadore, prima metà del XX secolo Archivio Magnifica - [La gerla sempre piena](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-gerla-sempre-piena/) - I rami più sottili non finivano nelle numerose segherie disseminate lungo il Piave: servivano per cuocere gli alimenti e per accendere il fuoco che riscaldava le abitazioni. Di ritorno dai boschi e dai campi le donne, nei tipici costumi cadorini, ne portavano in grandi quantità nelle gerle, che non dovevano mai essere vuote. Cadore, prima - [Le gelataie](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-gelataie/) - Quella dei gelatieri fu una forma di emigrazione stagionale, peculiare di alcuni paesi del Cadore, della Val di Zoldo e di altre vallate alpine, come la Valtellina. Iniziata nella seconda metà del XIX secolo portò molti italiani nell’Europa centrale. Le donne erano addette soprattutto alla vendita. Germania, anni Sessanta del XX secolo Archivio UNITEIS - [Una donna in cima](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/una-donna-in-cima/) - Nel 1911 il famoso alpinista austriaco Paul Preus sentenziò che «la donna è la rovina dell’alpinismo», gettando un velo che il genere femminile ha faticato a squarciare. La cadorina Giovanna Vecellio tre decenni dopo scalava le sue amate Dolomiti, sfidando il maschilismo imperante, distrutto definitivamente nel 1975 quando tre donne giapponesi arrivarono in vetta a - [La prima comunione](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-prima-comunione/) - Le celebrazioni religiose erano un evento per l’intera comunità, ma anche un fattore attrattivo per parenti, amici e conoscenti, che si spostavano tra i paesi per raggiungere le festeggiate. In questa foto un gruppo di comunicande posa sul sagrato della chiesa di San Gregorio nelle Alpi. San Gregorio nelle Alpi – Feltrino, 1951 Archivio privato - [Rosa De Lorenzi in divisa](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/rosa-de-lorenzi-in-divisa/) - Rosa De Lorenzi indossa la divisa della Rappresentativa Valtellinese. Bormio, 1927 Archivio Michele De Lorenzi Rosa De Lorenzi in uniform Rosa De Lorenzi wearing the uniform of the Rappresentativa Valtellinese. Bormio, 1927 Michele De Lorenzi Archive - [Cecca Sertorelli](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/cecca-sertorelli/) - A partire dagli anni Venti del secolo scorso in Valtellina, durante la stagione invernale, vennero organizzate regolarmente gare sciistiche maschili. Le donne, invece, dovettero aspettare il 1936, quando fu organizzata la prima competizione tutta al femminile. Le sorelle Sertorelli, Cecca e Costanza, bormiesi, erano sciatrici imbattibili in discesa e slalom. Grazie alle loro performance lo - [Tilde Pelosi e la squadra GIL provinciale](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/tilde-pelosi-e-la-squadra-gil-femminile/) - Bormio, 1937 “Sci agonistico in Valtellina. Sci Club Bormio un secolo di storia” di I. Castiglioni e D. Valzer, 2005 Personaggio La famiglia di Tilde Pelosi era originaria di Tirano e si era stabilita a Bormio nel settore alberghiero; la mamma Anna Ricetti, rimasta vedova con due figli piccoli, aveva poi acquistato l’hotel Posta di - [Pattinatrice](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/pattinatrice/) - Una permeata cultura maschilista e conservatrice ostacolò per lungo tempo ogni forma di partecipazione femminile alla pratica dello sport, che non fosse relegata ad una funzione puramente estetico-celebrativa. Lo sport femminile era tacciato come immorale e poco consono, associato a rischi verso la devozione e la fertilità. Archivio della SGI – Società Geografica Italiana, Roma - [La lavorazione della lana a Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-lavorazione-della-lana-a-livigno/) - La lavorazione della lana a Livigno DocumentazioneD. Castellani, A. Martinelli, T. Colombo-MUS! Museo di Livigno e TrepalleCon la partecipazione diMenia Silvestri, Francisa Peri, Caterina Trabucchi, Fabia Antonioli, Erica Galli, Cristina SilvestriMontaggioFederica Pecorelli #Arti e Mestieri SuccessivoDepliant turistico di BormioNext - [Manifesto turistico Valtellina](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/manifesto-turistico-valtellina/) - Manifesto del 1940 realizzato dal cartellonista ligure Filippo Romoli. "Sci agonistico in Valtellina. Sci Club Bormio: un secolo di storia" di I.Castiglioni e D. Valzer, 2005 - [Passo dello Stelvio sci estivo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/passo-dello-stelvio-sci-estivo/) - Pubblicità "Passo dello Stelvio sci estivo, m. 2760-3450". Franz Lenhart, 1991 Concessione Rodolfo Ondertoller - [Angelica Barbara Schena Ganzarolli con il figlio Dado](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/angelica-barbara-schena-ganzarolli-con-il-figlio-dado/) - Eco delle Valli, 25 ottobre 1977 Personaggio Angelica Barbara Schena, figlia del maestro Domenico (detto Dino) di Barbara Cantoni (detta Caty), sorella del folgorino Leandro (detto Leo), docente della Sorbona. Descrizione Cantante soprano e concertista vocale della RAI TV (sezione lirica). Talentuosa sin da giovinetta, studiò a Milano e calcò diversi palcoscenici. Al fianco del - [Bellezze e leggende della Terra di Bormio - Puntata 1](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/bellezze-e-leggende-della-terra-di-bormio-puntata-1/) - Bellezze e leggende della Terra di Bormio – Puntata 1 di Lina Lombardini Rini14 novembre 1925 https://www.lamontagnalfemminile.it/wp-content/uploads/2023/02/RINI.mp3 Voce narrante: G. Rocca, Dipartimento di Studi Umanistici, Università IULM di MilanoMontaggio: Federica Pecorelli #Arti e Mestieri PrevPrecedenteCarla Clementi SuccessivoLina Lombardini RiniNext - [Le sarte](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/le-sarte/) - Foto di gruppo con l’insegnante di cucito e le sue allieve. Il lavoro della sarta si legava anche alla tradizione della filatura della lana e del lino, tipica di questo territorio. Livigno, anni Cinquanta APCP-Archivio Privato Cusini - [Copertina rivista "La Valtellina"](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/copertina-rivista-la-valtellina/) - Copertina rivista bimestrale "La Valtellina" supplemento al Popolo Valtellinese. n. 3 luglio 1934 - [Depliant turistico di Bormio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/depliant-turistico-di-bormio/) - Fine Ottocento Sci agonistico in Valtellina. Sci Club Bormio: un secolo di storia" di I.Castiglioni e D. Valzer, 2005 - [Pubblicità SIFAS del Passo Stelvio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/pubblicita-sifas-del-passo-stelvio/) - 1970 Concessione Rodolfo Ondertoller - [Ritratto di Lisa Blauer Pedrana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/ritratto-di-lisa-blauer-pedrana/) - di Carla Clementi Archivio Cristina Pedrana - [Disegno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/disegno/) - di Carla Clementi Archivio Cristina Pedrana - [Lux Bradanini](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/lux-bradanini/) - Personaggio Bormina doc, sin dalla giovinezza si indirizza verso gli studi artistici, che completa presso il Liceo Artistico di Morbegno e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Perennemente in viaggio ovunque l’arte la porti, la sua “base” è una minuscola frazione montana immersa nella quiete, alle falde del monte Vallecetta. Qui, nel laboratorio - [Premio di pittura](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/premio-di-pittura/) - Contea di Bormio, 1964 Il Sindaco Renzo Pelosi premia Carla Clementi. - [Lina Lombardini Rini](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/lina-lombardini-rini/) - Archivio Cristina Pedrana Personaggio Nacque nel 1889 a Bormio dove il padre era ufficiale giudiziario, ma traslocò parecchie volte al seguito del padre (Tirano e Bergamo) e poi del marito professore di filosofia Giuseppe Rini (a Brescia e Milano). Rimasta vedova, tornò per qualche tempo a Bormio per poi approdare sulle rive del lago a - [Carla Clementi](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/carla-clementi/) - Archivio storico internazionale delle arti in Piemonte Personaggio Maria Carla Valeria Clementi (per tutti Carla), figlia di Clementino e di Giuseppina de Piazza, nasce a Tirano il 23 novembre 1921 e attraverso la feconda attività del padre (architetto e professore di disegno nonché autore di svariate opere), respira l’arte sin da piccola. La famiglia era - [Uomini e macchine](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/uomini-e-macchine/) - Carla Clementi, 1969 Donato dall’Associazione Nazionale Amici del Premio Suzzara (MN) alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Suzzara olio su tela, 116 x 176 cm Notizie storico-critiche Opera di denuncia sociale: utilizzando uno stile tragicamente espressionista, l'artista evidenzia le condizioni di sofferenza e di abbrutimento dei lavoratori delle fabbriche. I toni impiegati sono freddi - [La diga](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/la-diga/) - di Carla Clementi, 1968 olio su tela, 120x150 cm Donato dall’Associazione Nazionale Amici del Premio Suzzara (MN) alla Galleria Civica di Arte Contemporanea, premiato al XXI Premio Suzzara nel 1968 Notizie storico- critiche Al XXI° Premio Suzzara (1968) vinse L.60.000, un prosciutto, una scarpiera, un tostapne, 32 bottiglie di lambrusco, un tritacarne, un tritaverdura, una - [Opera senza nome #1](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/opera-senza-nome-1/) - di Lux Bradanini - [Opera senza nome #2](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/opera-senza-nome-2/) - di Lux Bradanini - [Strumenti del mestiere](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio/strumenti-del-mestiere/) - di Lux Bradanini ## Portfolio Categories - [Bormio-Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/bormio-livigno/) - [Donna e Terra](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/donna-e-terra/) - [Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/val-di-fiemme/) - [Cortina D'Ampezzo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cortina/) - [Donna e Viaggio](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/donna-e-viaggio/) - [Bormio-Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/bormio-livigno-donna-e-viaggio/) - [Cortina D'Ampezzo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cortina-donna-e-viaggio/) - [Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/val-di-fiemme-donna-e-viaggio/) - [Donna e Vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/donna-e-vetta/) - [Bormio-Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/bormio-livigno-donna-e-vetta/) - [Cortina D'Ampezzo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cortina-donna-e-vetta/) - [Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/val-di-fiemme-donna-e-vetta/) - [Arti e Mestieri](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/arti-e-mestieri/) - [Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cadore-donna-e-terra/) - [Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cadore-donna-e-vetta/) - [Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cadore-donna-e-viaggio/) - [Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cadore/) - [Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/cadore-cadore/) - [Castione della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/castione-della-presolana-2-donna-e-terra/) - [Castione della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/castione-della-presolana-donna-e-vetta/) - [Castione della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-cat/castione-della-presolana-donna-e-viaggio/) ## Portfolio Tags - [#Bormio-Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/bormio-livigno/) - [#Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/val-di-fiemme/) - [#Cortina D'Ampezzo](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/cortina/) - [uncategorized](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/uncategorized/) - [#Arti e Mestieri](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/arti-e-mestieri/) - [#Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/cadore/) - [#Castione della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/portfolio-tag/castione-della-presolana/) ## Portfolio Filters - [uncategorized](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=uncategorized) - [Bormio - Livigno](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=bormio-livigno) - [Val di Fiemme](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=val-di-fiemme) - [Cortina D'Ampezzo](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=cortina) - [Arti e Mestieri](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=arti-e-mestieri) - [#Cadore - Comelico - Valbelluna](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=cadore) - [Castione della Presolana](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=castione-della-presolana) - [Donna e terra](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=donna-e-terra) - [Donna e viaggio](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=donna-e-viaggio) - [Donna e vetta](https://www.lamontagnalfemminile.it/?portfolio-filter=donna-e-vetta)