Ragazze festeggiano l’ordinazione sacerdotale di Padre Francesco Sozzi.

Questa fotografia evidenzia con chiarezza il cambiamento generazionale in atto nel secondo dopoguerra: le madri delle giovani continuano a indossare abiti tradizionali, prevalentemente neri e segnati da codici di abbigliamento ereditati dalla cultura contadina locale; le figlie invece seguono la moda del tempo, perfettamente allineate ai canoni estetici delle coetanee delle grandi città, come Milano. Difficile distinguerle dalle villeggianti che provenivano dalla città. Sebbene l’adozione della “modernità” da parte delle giovani generazioni sia un fenomeno ampiamente documentato a livello nazionale in quegli anni, ciò che risulta particolarmente significativo nel contesto di Castione della Presolana è la modalità con cui questo processo si realizzò. L’influenza esercitata dai crescenti flussi turistici non produsse forme marcate di conflitto culturale né reazioni identitarie di chiusura, come accadde in altre realtà montane, ma fu al contrario accolta in modo partecipato. Questo atteggiamento si manifestò, ad esempio, nella generale accettazione da parte delle madri — con alcune resistenze soprattutto da parte paterna — dei nuovi modelli di abbigliamento adottati dalle figlie, ma anche nella rapida adesione alle nuove tendenze urbanistiche e architettoniche. Lo sviluppo edilizio del paese, negli anni del boom economico, privilegiò infatti soluzioni moderne e funzionali, senza tentativi di riprodurre o conservare stili architettonici rurali, salvo farlo in un secondo momento e solo in riferimento agli edifici storici di particolare valore. Nel suo complesso, questo atteggiamento aperto e non oppositivo verso il cambiamento culturale rappresenta un tratto distintivo della comunità locale in quegli anni. Castione della Presolana si configurò come una realtà montana sorprendentemente permeabile ai mutamenti socioculturali, distinguendosi da altri contesti alpini e prealpini maggiormente orientati alla conservazione delle proprie identità tradizionali.

Bratto, 1958
Archivio private

 

Girls celebrate the priestly ordination of Father Francesco Sozzi.

This photograph clearly highlights the generational change taking place after the Second World War: the mothers of the young girls continue to wear traditional clothes, predominantly black and marked by dress codes inherited from the local peasant culture; the daughters, on the other hand, follow the fashion of the time, perfectly aligned with the aesthetic canons of their peers from the big cities, such as Milan. It is difficult to distinguish them from the holidaymakers who came from the city. Although the adoption of “modernity” by the younger generations is a widely documented phenomenon at a national level in those years, what is particularly significant in the context of Castione della Presolana is the manner in which this process took place. The influence exerted by the growing tourist flows did not produce marked forms of cultural conflict nor closed identity reactions, as happened in other mountain realities, but was on the contrary welcomed in a participatory manner. This attitude manifested itself, for example, in the general acceptance by mothers – with some resistance especially from fathers – of the new clothing models adopted by their daughters, but also in the rapid adherence to new urban and architectural trends. In fact, the country’s building development in the years of the economic boom favoured modern and functional solutions, with no attempt to reproduce or preserve rural architectural styles, except at a later stage and only in reference to historic buildings of particular value. As a whole, this open and non-oppositional attitude towards cultural change represents a distinctive trait of the local community in those years. Castione della Presolana took shape as a mountain reality surprisingly permeable to socio-cultural changes, distinguishing itself from other Alpine and pre-alpine contexts more oriented towards the preservation of their traditional identities.

Bratto, 1958
Private archives
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